Ristori esclusi per il barbiere collocato all’interno di un palestra


L’attività di barbiere collocata all’interno di una palestra, senza alcun accesso indipendente, non può accedere ai Ristori-bis, in quanto il codice ateco 96.02.01 non è incluso tra le attività ammesse, anche se l’attività non è stata esercitata a causa della chiusura disposta dal Governo per la palestra. Prevista invece la sospensione dei termini di versamento (Agenzia Entrate – risposta 19 aprile 2021, n. 262).

La società interpellante esercita l’attività di barbiere presso uno spazio interno ad una palestra, più precisamente il negozio è situato all’interno dello stabile principale della palestra senza possibilità di un accesso indipendente.


Successivamente all’emanazione del D.P.C.M. del 25 ottobre 2020, la struttura sportiva ha dovuto chiudere e l’istante non ha potuto continuare la sua attività dato che la palestra è rimasta chiusa dal giorno 26 ottobre 2020.


Il proprietario dell’attività di barbiere, seppure in teoria avrebbe potuto proseguire la propria attività ai sensi del D.P.C.M. del 25 ottobre 2020, non ha potuto esercitarla stante la particolare collocazione nella struttura sportiva, con la diretta conseguenza di non avere percepito alcun corrispettivo previsto dall’art. 2, del Decreto Ristori-bis (D.L. n. 149/2020).


Il primo decreto Ristori e il decreto Ristori-bis hanno introdotto numerose misure di sostegno destinate agli operatori economici interessati dalle nuove misure restrittive, disposte dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 ottobre2020 e del 3 novembre 2020, per il contenimento della seconda ondata di contagio da Coronavirus.


In particolare, il decreto Ristori bis ha previsto che al fine di sostenere gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive introdotte per contenere la diffusione dell’epidemia da COVID-19, è riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti che, alla data del 25 ottobre 2020, hanno la partita IVA attiva, dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO ammessi al contributo e hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nelle aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto.


Fatta tale premessa, il codice ateco dell’attività dell’istante è il 96.02.01 e poiché non rientra tra i codici ATECO individuati dalle disposizioni normative sopra richiamate, in quanto non oggetto di specifica sospensione, non può fruire del contributo previsto dal DL Ristori-bis anche se è stato impossibilitato ad esercitare l’attività.


La società istante potrà invece fruire della sospensione dei termini di versamento in presenza di una riduzione di fatturato di almeno il 33% nel mese di novembre dell’anno 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, anche se non ricompresa nell’elenco dei codici ATECO individuate dalle disposizioni normative.