Chiarimenti sulla disciplina IVA dei buoni corrispettivo


4 MAR 2021 Fornite precisazioni in materia di IVA dei buoni corrispettivo (Agenzia delle Entrate – Risposta 03 marzo 2021, n. 147).

Per buono-corrispettivo si intende uno strumento che contiene l’obbligo di essere accettato come corrispettivo o parziale corrispettivo a fronte di una cessione di beni o di una prestazione di servizi e che indica, sullo strumento medesimo o nella relativa documentazione, i beni o i servizi da cedere o prestare o le identità dei potenziali cedenti o prestatori, ivi incluse le condizioni generali di utilizzo ad esso relative (art. 6-bis, DPR n. 633/1972).
Il buono corrispettivo si considera “monouso” “se al momento della sua emissione è nota la disciplina applicabile ai fini dell’imposta sul valore aggiunto alla cessione dei beni o alla prestazione dei servizi a cui il buono corrispettivo dà diritto (art. 6-ter, DPR n. 633/1972).
Nel caso di buono-corrispettivo monouso, al momento dell’emissione, devono essere noti “tutti gli elementi richiesti ai fini della documentazione dell’operazione (natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell’operazione)”.
Un buono si considera, invece, “multiuso” se al momento della sua emissione non è nota la disciplina applicabile ai fini dell’imposta sul valore aggiunto alla cessione dei beni o alla prestazione dei servizi a cui il buono corrispettivo dà diritto (art. 6-quater, DPR n. 633/1972).
Pertanto, dalla qualificazione del buono come multiuso discende che l’operazione diventa rilevante e la relativa imposta sul valore aggiunto esigibile, non quando la Carta Regalo viene emessa, bensì quando la stessa viene utilizzata dal possessore – presso i punti vendita indicati – per l’acquisto dei beni.